lunedì 27 febbraio 2012

Intervista al dirigente scolastico della scuola media "G. Tomasi di Lampedusa"

Da due anni la dott.ssa Adriana Letizia Mandracchia è il dirigente scolastico della Scuola media statale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”; a contatto con gli alunni dal 1973, profondamente innamorata del suo lavoro, è convinta che gli alunni rappresentino una forza straordinaria con la quale bisogna dialogare per crescere insieme.
Qual è stata la sua prima impressione appena arrivata nella nostra realtà?
Il mio in realtà è stato un ritorno a Palma di Montechiaro, sono andata via nel 1989 e mi aspettavo di trovare un paese cambiato sotto ogni aspetto. Ma non è stato così. Su alcuni elementi ho avuto l’impressione che Palma in più di vent’anni non sia cambiata, perché ancora oggi ci sono molti ragazzi che non frequentano la scuola con entusiasmo e gioia, e così facendo dimostrano di non volere crescere e maturare. E l’aspetto più drammatico, a mio avviso, è che questo atteggiamento è avallato, in alcuni casi, dai genitori. Il paradosso è, però, che li ho ritrovati tutti ipertecnologici. Ci sono inoltre un bel po’ di ragazzi, non certo tutti, che spesso dimostrano di non sapersi comportare.
Esistono dei punti di forza in questa scuola?
Certamente, e siete proprio voi ragazzi, la vostra forza interiore, il desiderio che tanti di voi hanno di crescere, nel senso più profondo del termine, e di apprendere sempre nuovi elementi che saranno fondamentali per affrontare la vita.
Non crede che le due risposte sono in contraddizione?
No, e vi spiego subito perché. Sono fermamente convinta che anche dalle realtà peggiori possono emergere giovani validi in grado di raggiungere traguardi importanti.
Quali sono, invece, i punti deboli e le criticità?
I ragazzi che dimostrano di voler vivere in totale assenza di regole. Ma di questa professione di fede, spesso, non ne sono convinti nemmeno loro. In realtà hanno un profondo bisogno di regole anche se ancora non ne hanno preso coscienza perché senza regole non si può vivere, non si può raggiungere nessuna sicurezza.

A cosa si riferisce nello specifico?
Principalmente ai numerosi atti di vandalismo a danno della nostra scuola. In due anni se ne sono verificati troppi. Gli esempi, purtroppo, non  mancano; basta ricordare che durante le vacanze di Natale sono stati svuotati tutti gli estintori, gesto irresponsabile che ha comportato una spesa di 1.500 euro; e voglio sottolineare che si tratta di soldi che la scuola poteva spendere diversamente investendoli proprio sugli alunni. Penso ancora alla distruzione di una lavagna interattiva, al furto di un videoproiettore, oppure ancora penso alle innumerevoli scritte sui muri che deturpano notevolmente l’ambiente in cui ogni giorno voi ragazzi passate tante ore della vostra giornata.
L’accorpamento della Scuola media Giuseppe Tomasi di Lampedusa con l’Istituto comprensivo Angelo D’Arrigo quali problemi particolari ha fatto sorgere?
I problemi sono stati frutto di una cattiva comunicazione fatta dai mass media perché hanno fatto passare la notizia che la scuola media Tomasi sarebbe scomparsa. Indubbiamente non sappiamo chi sarà il dirigente scolastico o chi sarà il direttore dei servizi amministrativi ma di certo l’edificio con le aule dove finora si sono tenute le lezioni resterà al suo posto e continuerà ad accogliere i ragazzi ogni giorno. Quindi voglio sottolineare che per voi ragazzi non cambierà assolutamente niente.
Qual è il motivo dell’accorpamento proprio tra queste due scuole di Palma di Montechiaro?
Trae origine da una proposta fatta dall’assessore regionale all’Istruzione, Mario Centorrino, per gestire la scuola siciliana in un’ottica di risparmio economico. Partendo da più lontano il motivo va ricercato nella politica nazionale di riduzione della spesa scolastica.
Quanti sono in totale gli alunni della scuola media Tomasi?
Il numero degli alunni ammonta a circa 500 divisi in 19 classi.
Dopo l’accorpamento dei due istituti, a quanto ammonterà la popolazione scolastica totale?
Dovrebbe aggirarsi intorno a 700 alunni, ma si tratta solamente di previsioni perché questa stima è fatta sulla base della legge regionale e non di quella nazionale che, invece, impone un numero minimo di alunni pari a 1.000 per ogni istituzione scolastica. Quindi siamo in attesa della risposta del ministro dell’Istruzione.
La scuola che Lei dirige è all’avanguardia con la tecnologia o servirebbero finanziamenti per creare moderni laboratori da mettere a disposizione degli alunni?
La scuola media Tomasi dispone di buone dotazioni tecnologiche e altre stanno per arrivare grazie ai finanziamenti Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale, ndr). A breve infatti sarà a disposizione degli alunni un nuovo laboratorio linguistico; i laboratori musicale e scientifico saranno potenziati. E poi c’è un progetto in fase di approvazione per l’acquisto di sussidi tecnologici, come ad esempio computer e videoproiettori, da mettere a disposizione dei docenti. Inoltre sono in arrivo altre cinque Lim (lavagne interattive multimediali, ndr) che si andranno ad aggiungere a quelle già disponibili all’interno di alcune aule della scuola.
Riassumendo quali sono i laboratori a disposizione degli alunni?
Linguistico, musicale, scientifico, informatico e ceramico.
Sembra di capire che, secondo Lei, il livello di tecnologia a disposizione degli alunni è soddisfacente.
Sì, soprattutto se in considerazione di quello che prima non c’era. Non sono soddisfatta, però, dell’uso che se ne fa perché tutti questi mezzi tecnologici andrebbero utilizzati con molta più frequenza in modo tale da creare lezioni all’avanguardia che per gli alunni risulterebbero interessanti e piacevoli.
L’amministrazione comunale collabora con la scuola?
Rispetto al passato, indubbiamente, la situazione è migliorata. L’amministrazione comunale cerca di collaborare come meglio può. Ma va anche detto che le scuole sono vecchie e piene di “acciacchi”.
In che modo l’amministrazione comunale collabora?
Rispondendo in modo più puntale possibile alle nostre richieste di intervento. E questo vale sia per il sindaco Rosario Bonfanti che per l’assessore alla Pubblica istruzione, Giuseppe Vinciguerra.
Quali sono le esperienze, positive e negative, che hanno contrassegnato la Sua esperienza nel nostro istituto?
 Ogni attività scolastica alla quale i ragazzi partecipano con interesse, entusiasmo e voglia di apprendere rappresenta per me un’esperienza positiva; dal progetto teatrale che l’anno scorso ha portato alla rappresentazione di “Rinaldo in campo” all’Open day di qualche mese fa, passando per il concorso “La dolce frutta” a cui hanno partecipato anche le mamme, dalla Festa dei nonni ai vari progetti di Orientamento o a quelli di Accoglienza e ancora allo Sportello di ascolto. Le esperienze negative sono senz’altro i frequenti atti di vandalismo a cui la nostra scuola è stata sottoposta.
Cosa pensa della riforma Gelmini che ha portato tagli drastici all’istruzione?
Non è semplice rispondere a questa domanda, perché se da un lato il ridimensionamento ha indotto una certa demotivazione, dall’altro bisognava risparmiare poiché gli sprechi erano molti. Ma se penso alle classi sovraffollate con trenta ragazzi e non a norma mi sento di potere affermare che i tagli andavano fatti con maggiore oculatezza. E poi non tutto va attribuito alla sola riforma Gelmini, parte dei tagli va fatta risalire al precedente governo di centrosinistra.
Prima di svolgere il ruolo di dirigente scolastico, immaginiamo, abbia insegnato. Per quanti anni, in quali scuole e quali materie?
La prima volta che ho messo piede in una scuola era il 1973. Ho iniziato ad insegnale alle scuole elementari e subito ho capito quanto era bello questo mestiere. Nel 2001 sono passata alle scuole medie ma sono sempre rimasta innamorata dei bambini perché li aiuti a crescere e, nello stesso tempo, cresci insieme a loro. Per questo motivo preferisco gli istituti comprensivi dove gli alunni arrivano a tre anni e “si restituiscono” alle famiglie già grandi, a quattordici anni.
Che messaggio vuole inviare agli studenti?
Impegnatevi a combattere gli atti di vandalismo, a collaborare e a dialogare con i docenti. Per fare ciò dovete imparare ad assumere un atteggiamento di critica costruttiva ed una posizione di ascolto. Mi auguro inoltre che questo stesso atteggiamento venga assunto anche da tutte le altre componenti educative perché solo dall’unione sinergica di alunni, docenti, genitori e istituzioni può prendere l’avvio un ottimale processo di maturazione umana.

Studenti che hanno realizzato l’intervista: Simona Balistreri, Olga Zarbo, Chiara Arcadipane, Laura Provenzani, Giulia Gallea, Erica Bongiorno, Myriam Greco, Concetta Sorintano, Sabrina Rinoldo

Il giornalista Giuseppe Ippolito, esperto esterno docente del Pon "Giornalisti in erba", guida le alunne durante l'intervista al dirigente scolastico.
Il dirigente scolastico della scuola media "G. Tomasi di Lampedusa", dott.ssa Adriana Letizia Mandracchia, intervistato dalle alunne del progetto Pon "Giornalisti in erba"
L'intervista continua...
Le domande non sembrano finire mai!
Dopo più di un'ora l'intervista è finita! Alcune delle alunne del Pon "Giornalisti in erba" insieme al tutor Bruna Calafato, all'esperto Giuseppe Ippolito e al dirigente scolastico Adriana Letizia Mandracchia




Nessun commento:

Posta un commento

Posta un commento